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Detailed BooklistAFTER THE ABDUCTION (RAPIMENTO D'AMORE) by SABRINA JEFFRIES
di Lener
Titolo
originale: After the Abduction
Ambientazione: Inghilterra 1818.
Può un romanzo piacere, o meglio, non dispiacere indipendentemente dallo
svolgimento della sua trama?
Mi rendo conto possa
sembrare una contraddizione in termini, eppure terminata la lettura di
"Rapimento d'amore" mi sono trovata a pormi esattamente questa domanda.
L'aspetto peggiore di questo libro, infatti, è la sua trama.
L'aspetto migliore è, senza dubbio, l'abilità narrativa della Jeffries che, intendiamoci, non riesce affatto a rendere coerente ciò che racconta nella sua opera, però riesce a raccontarlo in un modo che comunque ha avvinto la mia attenzione (giravo le pagine con la curiosità di scoprire cosa sarebbe successo e questo, a parer mio, è un grande merito in un'autrice).
"Rapimento d'amore" è, quanto a plot, un autentico calderone. Abbiamo a che fare con: una fuga d'amore tra una diciottenne ingenua ed un ufficiale misterioso; una rocambolesca avventura dei suddetti tra esplosioni, sparatorie e contrabbandieri senza scrupoli; la scomparsa del nostro con bacio appassionato alla dolce fanciulla; due anni di buio totale trai due; pettegolezzi di cui si ignora la fonte che minacciano la reputazione della protagonista; lei che, accompagnata dalla sorella maggiore e dal protettivo cognato, si reca dal nobile e ricco tutore del suo seduttore per chiedere il conto di quanto accaduto e qui (esattamente a pagina 2 del romanzo) eccoci al colossale colpo di scena. Sebastian, il nobile e ricco tutore, è il fratello gemello dell'affascinante mascalzone che aveva rubato il cuore della piccola Juliet, dispiaciuto di comunicare che Morgan sia deceduto in un naufragio di alcuni mesi prima (e che, pertanto, non possa essere responsabile del diffondersi dei pettegolezzi). La parola di gentiluomini di Sebastian e del di lui attempato zio sono l'unica prova a sostegno di quanto affermato, ma Juliet non ci crede: lei è certa che lord Sebastian sia l'uomo con cui era fuggita due anni prima ed è determinata ad avere delle risposte. L'intuito di Juliet è corretto, infatti Sebastian aveva all'epoca assunto l'identità del fratello per rintracciarlo, in quanto preoccupato della vita pericolosa che conduceva e del fatto non avesse da un pezzo sue notizie. La storia del naufragio è una colossale fandonia (Morgan è vivo e vegeto dall'altro capo del mondo) raccontata da Sebastian per evitare che il cognato di Juliet lo ammazzi. Al tutto bisogna ancora aggiungere la sorella ed il cognato di Juliet che cercano di avere un figlio, la storia d'amore-tradimento-abbandono dei genitori di Sebastian e Morgan ed, ovviamente, il sensualissimo e pericoloso gioco di seduzione trai due protagonisti.
Insomma, una situazione talmente ingarbugliata fin dalle sue premesse che, ripensandoci a mente fredda, non sono riuscita a liberarmi della sensazione gli avvenimenti fossero stati tirati per i capelli.
Tanto per cominciare il famoso antefatto (il corteggiamento e la fuga d'amore della Juliet diciottenne) non viene mai mostrato e se ne hanno soltanto dei riferimenti smozzicati negli occasionali ricordi dei due protagonisti.
E a questo punto temo sia necessaria un'ulteriore riflessione. Da quel che mi risulta "Rapimento d'amore" è il terzo di un ciclo di romanzi dove vengono raccontate le storie d'amore delle ragazze Laverick. Forse, e sottolineo sia soltanto una mia mera supposizione, il primo incontro tra Juliet e Sebastian-Morgan può essere stato raccontato in un libro precedente. Ma anche se così fosse, allora la mia domanda diventa: qual è il valore di un romanzo che, per la piena comprensione degli eventi narrati, rende indispensabile la lettura dei volumi precedenti? La mia personale risposta non può essere positiva: sono sempre stata dell'avviso, infatti, che i giochi di citazioni e rimandi (che personalmente adoro) debanno impreziosire la narrazione globale, non rendersi fondamentale per la coerenza di ogni sua singola parte.
Alla luce di un antefatto tanto nebuloso, di conseguenza, anche la struttura del presente risulta indebolita e fragile. Il comportamento di Sebastian con la Juliet diciottenne è mostruosamente superficiale. A parer mio, solo un perfetto idiota coinvolgerebbe una ragazza in un tale scandalo, tagliando poi la corda! Quanto meno avrebbe dovuto tornare il giorno dopo e pretendere di sposarla, invece di scaricare tutte le responsabilità del caso sulla famiglia di lei (né mi pare Sebastian ci faccia una gran figura con tutti i suoi timori di subire la vendetta dei Laverick). L'autrice non riesce a dare una spiegazione alle azioni del protagonista che mi sia risultata soddisfacente e la tanto attesa comparsa finale di Morgan (personaggio che, per inciso, mi ha intrigata moltissimo con la sua vita da agente segreto ed il suo animo vagabondo) getta un velo di ridicolo sulle fraterne intenzioni del suo gemello (quanto gli dice è riassumibile in un "Ma perché hai voluto a tutti i costi ficcare il naso in cose molto più complesse di quanto immagini, invece di startene tranquillo in campagna?").
Riguardo Juliet... beh, nel complesso è una figura che non mi è dispiaciuta. Umanamente mi pare la sua collera sbollisca un po' troppo rapidamente nei confronti di Morgan-Sebastian, ma nei romance si sono viste eroine obnubulate dalla passione passar sopra a ben di peggio.
Mi è piaciuto il fatto si impegni a smascherare Sebastian senza farsi raggirare neanche per un secondo dalla storia dei fratelli gemelli ed anzi gli tenda abilmente varie trappole verbali per indurlo a tradirsi.
Il tema dei fratelli gemelli, confesso, mi è sembrato un po' pretestuoso, voluto dall'autrice più per giocarsi i tipici cliché del caso (Juliet che provoca Sebastian dicendogli di aver preferito i baci di Morgan, che un uomo serio e rispettoso come lui non può competere con le arti seduttive di un mascalzone come il fratello etc. etc.), che non per approfondire la caratterizzazione del protagonista.
Preferirei non pronunciarmi sul finale (perché non vorrei rischiare qualche non gradita anticipazione), ma devo confessare di aver trovato grottesco e quasi demenziale il modo in cui la Jeffries affronta il tema del duello (non escludo l'autrice volesse muovere con ciò una critica ironica al tipico machismo regency che porta due uomini a regolare i conti con una pistola, ma personalmente il suo escamotage mi ha fatto precipitare il tono del romanzo di parecchi punti).
In conclusione... che dire? Non è un romanzo che mi sento di consigliare, ma neanche il contrario. Presenta degli aspetti oggettivamente molto buoni, che non escludo possano conquistare una lettrice al punto da passare sopra al resto. Uno su tutti la caldissima passione tra Juliet e Sebastian, coppia che funziona molto bene proprio a livello di alchimia.