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GEORGETTE HEYER DETAILED BOOKLIST
The
Black Moth (La Falena Nera) (1921)Jack Carstares, conte di Wyncham, aveva lasciato l'Inghilterra sette anni prima, scegliendo di sacrificare il proprio onore per salvare quello del fratello, accusato di aver barato a carte. Ora è tornato e, indossati i panni del bandito mascherato, imperversa per le campagne, derubando i ricchi viaggiatori aristocratici che incontra su quelle strade. Finché un giorno non si ritrova faccia a faccia con il responsabile delle sue sventure: sempre vestito di nero, senza ombra di cipria sui capelli corvini e con il viso di un pallore innaturale, Hugh Tracy Clare Belmanoir, duca di Andover, ha l'aspetto inquietante di una falena nera fra gaie farfalle multicolori. Malvagio e crudele, l'aristocratico libertino ha organizzato il rapimento di miss Diana Beauleigh, ma Jack riesce a sventare il suo complotto, lo costringe a fuggire, e finisce per innamorarsi dell'incantevole fanciulla. Sul loro amore, però, incombe l'ombra della Falena nera... Cavalcate al chiaro di luna, rapimenti, congiure, anime nere, balli a corte, fughe notturne e duelli all'ultimo sangue: La Falena Nera contiene tutti gli ingredienti del più classico e avvincente romanzo d'amore e d'avventura. |
Powder
and Patch (La Trasformazione di Philip Jettan) (1923)Bellissima ed esigente, miss Cleone Charteris pretende un marito che sia all'altezza dei suoi modi raffinati e del suo indiscutibile fascino, e pur essendo attratta da Philip Jettan lo considera troppo rustico per poter accettare la sua corte. Disposto a tutto pur di conquistarla, il giovane gentiluomo parte alla volta di Parigi, dove spera di acquisire il bon ton che gli manca. Sei mesi dopo si ripresenta completamente trasformato: al posto del ragazzo simpatico e scanzonato di un tempo c'è ora un damerino azzimato, lezioso nei gesti e nel linguaggio, che arriva addirittura a battersi in duello per l'amata. Cleone però non è affatto la dama frivola e capricciosa che vuole apparire, e inizia a chiedersi se sia davvero quello il tipo d'uomo che vuole sposare. |
| The Great
Roxhythe (1923) Simon the Coldheart (1925) |
These
Old Shades (La Pedina Scambiata) (1926)"Le duchesse" afferma gravemente Justin Alastair duca di Avon "non danzano sulla sedia". Ma ci sono duchesse e duchesse, e se l'autrice del romanzo si chiama Georgette Heyer è per lo meno azzardato voler stabilire prima della fine quali duchesse siano vere e quali false, quale personaggio abbia l'asso nella manica, quale pezzo (il re, la regina, l'alfiere, o soltanto una pedina opportunamente giocata?) permetta di dare scacco all'avversario. Quando un duca inglese, tanto incredibilmente bello, tanto incredibilmente intelligente, e tanto incredibilmente libertino da meritare, nella Londra libertina dell'ultimo trentennio del settecento, il soprannome di Satana, decide di entrare in un complesso gioco di innocenza tradita, di gioventù oppressa, di perfidia impunita, e di tenerne le fila con raffinata e crudele impassibilità, chi può mai dire che cosa accadrà alla fine, se a muovere i pezzi sulla scacchiera: il re, la regina, l'alfiere e la pedina scambiata, non è affatto lui in realtà, ma Georgette Heyer? Da tempo, nella letteratura inglese, se il delitto non paga, la virtù rende. E la Heyer non ignora certo questo assioma: ma, correggendo sapientemente la puntigliosa saggezza di un Samuel Richardson con la gioiosa spregiudicatezza di un Fielding, affiancando Tom Jones e la virtuosa Pamela, costruisce un romanzo straordinariamente divertente in cui le fanciulle virtuose e perseguitate hanno sufficiente spregiudicatezza per rendere affascinante il loro candore, e i libertini viziosi e persecutori sufficiente tenerezza d'animo per rendere irresistibile il loro libertinaggio. Cavalcate, rapimenti, congiure, anime nere, balli a corte, fughe notturne: Georgette Heyer non dimentica nessun ingrediente della grande tradizione del romanzo d'avventura, quello che i lettori e i critici moderni riscoprono, e scoprono di amare, dopo tanti anni di sperimentalismo e di antiromanzo. Con un'intelligenza che non si prende, intelligentemente, sul serio, con un'ironia calibratissima e un'inesauribile vivacità di stile, la Heyer intesse, sull'eterno tema di Pigmalione vinto da Galatea, un arazzo settecentesco perfetto nei particolari come nelle scene d'insieme, delicato, raffinato e sgargiante a un tempo, i cui personaggi, vivi e indimenticabili come creature in carne e ossa, si muovono secondo regole perfettamente congegnate che si liberano tuttavia e si fanno invenzione immediata nel gioco di una fantasia affascinante. |
The
Masqueraders (Masquerade) (1928)Per fuggire dalla Francia, dove rischiano la condanna a morte per alto tradimento, la giovane Prudence e suo fratello Robin si sono scambiati i ruoli. Lei, una fanciulla molto alta e dai lineamenti decisi, si è calata nella parte di Peter Merriot, mentre lui, straordinariamente avvenente, ha indossato gli eleganti panni di sua sorella Kate. Prima ancora di arrivare a Londra, i due si ritrovano coinvolti nell'ennesima avventura, e dopo aver salvato l'ereditiera Letitia Grayson dalle grinfie di un noto libertino, fanno la conoscenza di sir Anthony Fanshawe, un gentiluomo flemmatico e imperturbabile che però dietro l'aria da addormentato nasconde un'acuta intelligenza. Ben presto Prudence se ne innamora. Anche a Robin, nel frattempo, i panni di miss Kate iniziano ad andare stretti, soprattutto quando l'incantevole Letty decide di eleggerla a sua amica del cuore suscitando in lui reazioni decisamente poco compatibili con il personaggio che interpreta. Calare la maschera, tuttavia, potrebbe rivelarsi oltremodo pericoloso. Amore e desiderio, banditi di strada e tradimenti, gioco d'azzardo e duelli si intrecciano in un'avvincente girandola di eventi e romantici intrighi nella grande tradizione della commedia degli equivoci. |
Beauvallet
(Beauvallet) (1929)Sir Nicholas Beauvallet, famigerato corsaro inglese la cui fama era seconda soltanto a quella di sir Francis Drake, era chiamato da tutti Nick il Pazzo per l'audacia con cui portava a termine le sue imprese. Di lui si raccontava che praticasse le arti magiche, che avesse stretto un patto col diavolo e che la sua vita fosse stregata. Ma quando i pirati al suo comando abbordano la nave su cui viaggia doña Dominica de Rada y Silva, è lei a lanciare su Nicholas un potente incantesimo. Affascinato dalla sua bruna bellezza e dal suo indomito coraggio, lui la lascia libera, ma giura che la ritroverà di lì a un anno per farne la sua sposa. E per adempiere a quel giuramento sfiderà la Corte, l'Inquisizione e la Spagna intera. Davanti a un simile coraggio, come potrà Dominica restare indifferente? Con i colpi di scena e i capovolgimenti di fronte di una commedia shakespeariana, la trama di Beauvallet si dispiega in un susseguirsi di drammi, incontri fortuiti, schermaglie verbali ed equivoci che Georgette Heyer ha saputo costruire con incredibile creatività e sagacia. |
| The Conqueror (1931) |
The
Devil's Cub (Il Figlio del Diavolo) (1932)Modesta, virtuosa, ignara di schermaglie amorose, capelli castani e occhi grigi secondo le migliori regole della sobrietà borghese, Mary Challoner, per salvare l'onore della sorella (ma dobbiamo davvero crederle?), si vede costretta a fuggire in Francia con il più notorio, più ricco, più bello, più brutale libertino della Londra fine settecento: Dominic Alastair, marchese di Vidal e futuro duca di Avon, terrore e speranza di tutte le ragazze da marito. Quale possa essere la sorte della fanciulla, armata soltanto della sua virtù - e, a essere sinceri, di una pistola - sola di fronte a un così fosco personaggio, è cosa alla quale si preferirebbe non pensare. Ma il lettore moderi i suoi fremiti di giusto sdegno: come il marchese di Sade forse ignorava, ma come ogni libertino che si rispetti ben sa, le fanciulle virtuose e inermi, le adorabili puritane dalla mente lucida e dal cuore appassionato rivelano insospettate risorse, E nel gioco sottilmente crudele che si stabilisce tra i due, il gioco del gatto con il topo, non è detto che la parte del topo non tocchi al fosco libertino. Beffarda e tenera, distaccata e partecipe, Georgette Heyer vince qui nuovamente la sua partita, una partita giocata con perfetto equilibrio su due piani: il gusto puro e semplice della narrazione, la gioia di lasciarsi prendere al laccio dai propri personaggi (e non c'è modo migliore per divertire e appassionare gli altri che aver divertito e appassionato se stessi); e il più sottile gioco degli specchi. Una nota appena sopra il rigo, ed ecco i personaggi, senza nulla perdere della loro prodigiosa vitalità, tramutarsi nel riflesso di se stessi e del mondo letterario in cui l'autrice li colloca, un riflesso che è a un tempo satira sottile e affettuoso omaggio. Sullo sfondo di una Londra corrotta ed elegante, di una Parigi che la Rivoluzione sembra non aver sfiorato, l'autrice guida il lettore in un'indiavolata commedia degli equivoci; in un giocoso disfarsi e intrecciarsi di coppie; in un coloritissimo balletto in cui la tenerezza è temperata dall'ironia e il senso romantico dell'avventura da un'incantevole negazione di se stesso. Sottile e elegantissima femminista, Georgette Heyer si diverte a rovesciare le posizioni tradizionali (sono mal esistite in realtà posizioni tradizionali?) trasformando il persecutore in vittima e portando la quieta e ironica intelligenza femminile, in una partita senza esclusione di colpi, a dare scacco al re, un re troppo consenziente per essere davvero sconfitto, per non uscirne con l'onore delle armi e la certezza di essere a sua volta, seppure vinto, vincitore. La Grecia vinta vinse il suo feroce vincitore; o, più semplicemente, le donne ne sanno una più del diavolo: figurarsi dunque del Figlio del Diavolo. |
Footsteps
in the Dark (Passi nel Buio) (1932)Peter e Margaret Fortescue, con la sorella Celia e il cognato, l'avvocato Charles Malcolm, ereditano un'antica abbazia, in uno sperduto villaggio inglese. La casa è vecchia e decrepita, mancano luce e telefono, il giardino è incolto e il campo da tennis impraticabile. Ma i quattro affrontano la situazione con molta allegria. Fanno subito amicizia con alcuni abitanti del villaggio: un bizzarro entomologo, un pittore ubriacone e squattrinato e un colonnello che ha vissuto tanti anni in India. Ma c'è un altro personaggio che fa visita all'abbazia, che entra ed esce indisturbato dalle camere: il fantasma del monaco nero, della cui presenza, nel villaggio, si vocifera da tempo. I nuovi proprietari sono scettici. Poi avviene un delitto e l'unica cosa certa è che i fantasmi possono fare di tutto, fuorché commettere omicidi. Michael Strange è l'ispettore di Polizia incaricato delle indagini. E in quest'atmosfera un po' gotica e surreale, tra pannelli nelle boiserie che si aprono e chiudono misteriosamente, indizi veri e falsi seminati un po' dovunque e bare dimenticate nella cripta della cappella, riuscirà a dare un volto al fantasma e all'assassino. |
| Why Shoot a Butler (L'Omicidio di Norton Manor) (1933) |
The
Convenient Marriage (Matrimonio alla Moda) (1934)
Non
è facile stupire il conte di Rule. Ricchissimo, frivolo, indolente (o soltanto
ansioso di parerlo? ah, l'irresistibile tentazione di giocare alla Primula
Rossa!), disputato da tutte le gentildonne di Londra, Rule guarda la vita con
occhi benevolmente disincantati.
|
The
Unfinished Clue (L'Indizio Incompleto) (1934)Poteva sembrare solo un tranquillo fine settimana in un'elegante dimora di campagna, ma gli ospiti del generale Billington-Smith sono veramente male assortiti. Tensioni e rivalità intorbano ben presto l'atmosfera, dando vita a grottesche commedie, ma il vero dramma è in agguato ed un misterioso assassino, nascosto tra gli invitati, avrà la sua vittima Per scoprirlo un solo indizio, apparentemente incomprensibile... |
| Death in the Stocks (1935) |
Regency
Buck (Il Dandy della Reggenza) (1935)Nell'affidare per testamento i suoi due figli alla tutela del quinto conte di Worth, il signor Taverner, gentiluomo di campagna nell'Inghilterra del primo ottocento, era vittima di una distrazione, era mosso dal desiderio di comportarsi fino all'ultimo da quell'irascibile vecchio che era stato, o era spinto da una prodigiosa lungimiranza? Poiché il quinto conte di Worth non era l'anziano gentiluomo che Judith e Peregrine Taverner si attendevano come tutore: il quinto conte di Worth era il più bello, più elegante, più affascinante e insopportabile dandy della Londra della Reggenza. Errore, dunque, o lungimiranza? Di lungimiranza dovette certo trattarsi se il vecchio gentiluomo non aveva affidato Judith e Peregrine alla tutela dello zio, l'ammiraglio Taverner, poiché l'ammiraglio si conduceva a volte in modo assai strano. Ma c'è da stupirsi se attorno a due giovani provinciali eredi di una favolosa fortuna, privi di esperienza e ostinatamente decisi a non ammetterlo, ruotano personaggi la cui condotta appare, a dir poco, enigmatica? Inquietante è la gelida ironia del conte di Worth, né suo fratello, il capitano Audley, è del tutto esente da ambiguità. Quanto al cugino Bernard, onesto, discreto e sempre pronto a rendersi utile, non è troppo pronto a rendersi utile? Così, da un testamento sbagliato o dal malizioso e volontario errore di un vecchio gentiluomo afflitto dalla gotta, prende avvio l'irresistibile avventura di Peregrine e Judith Taverner nel bel mondo della Reggenza. Da Londra a Brighton, dai club più "esclusivi" ai balli nella residenza estiva del principe reggente, l'educazione sentimentale dei due giovani sotto la guida dell'imprevedibile conte di Worth li porta a incontrare i luoghi e i personaggi più famosi dell'alta società della Reggenza, tutti quanti crearono in quel periodo della storia inglese un piccolo mondo chiuso in se stesso, rarefatto, impermeabile al fluire del tempo. Un mondo "esclusivo", di cui Georgette Heyer, tuttavia, possiede come pochi altri la chiave. Qui la realtà storica si intreccia all'invenzione in un affresco incantevolmente mosso e puntigliosamente preciso. Le mode, le eccentricità, i personaggi, visti come certo li videro gli stessi contemporanei, restituiscono con prodigiosa immediatezza la frivola realtà di un mondo in cui l'ingresso in un club poteva costituire Io scopo di una vita. E di quel mondo, i lettori si trovano a vivere gli aspetti più affascinanti, ignorandone le stridenti asprezze. Voltata l'ultima pagina, sciolti gli ultimi nodi di un intreccio che si tinge di autentica suspense, sembra inevitabile rivolgere un pensiero all'irascibile gentiluomo le cui ultime volontà hanno permesso l'avventura di Judith e Peregrine, e nutrire per lui quei sentimenti di gratitudine che i due giovani, nella loro filiale irriconoscenza, gioiosamente dimenticano di nutrire. |
| Behold, Here's Poison (1936) |
The
Talisman Ring (Talismano d'Amore) (1936)Nulla, assolutamente nulla, potrebbe essere alieno dalla natura di sir Tristram Shield quanto un romantico desiderio d'amore o un audace spirito d'avventura. Costretto, per la parola data a un vecchio e dispotico zio, ad un matrimonio di convenienza con la giovanissima Eustacie, sir Tristram è un gentiluomo pacato, sobrio, rispettoso delle convenienze e risoluto a non cedere mai alle lusinghe femminili. O tale crede di essere. Chi infatti, vedendolo penetrare segretamente dalla finestra in una dimora che non gli appartiene (ma chi penetri segretamente dalla finestra in una dimora che appartiene non è forse sospettabile di ancor più loschi intenti?) o cavalcare a spron battuto per salvare una giovane signora vittima di due brutali aggressori, chi mai lo definirebbe sobrio, cauto, rispettoso delle convenienze? Chi, se non forse l'imprevedibile giovane signora che avrebbe, quanto a lei, molto da dire su chi sia vittima e chi aggressore? Ma si deve forse a sir Tristram se le circostanze della vita - e in modo del tutto singolare le circostanze dell'amore - non di rado ignorano le risoluzioni dei gentiluomini equilibrati e prudenti, o che tali credono di essere? Si deve forse a lui se Eustacie e il "romantico" cugino Ludovic sognano di vivere folli avventure che è sir Tristram a vivere? E se egli ignora che non cedere mai alle lusinghe femminili spesso altro non è se non resistere fino al momento in cui si cede, quanti eroi prima di lui lo hanno ignorato? Riprendendo le parole del giovane Benedick di Molto rumore per nulla egli potrebbe ben dire: "Quando ho promesso di non amare più, non prevedevo di vivere tanto da amare ancora." E in realtà, poteva egli forse prevedere che l'impulsiva Eustacie, audace, romantica e amante dell'avventura - o che tale crede di essere - non avrebbe esitato a fuggire dalle nozze con lui? Che il Leone Rosso, all'apparenza tranquilla locanda di campagna, avrebbe celato insospettabili insidie e stupefacenti sorprese: parenti a lungo scomparsi, autentici contrabbandieri, falsi assassini, amabili quanto svagati giudici di pace, e soprattutto, ah, soprattutto, la bella Sarah Thane dai ridenti occhi grigi? Che l'ineguagliabile cugino Basil, il fatuo e lezioso Beau Lavenham, si sarebbe rivelato - lui non meno degli altri - assai diverso da quello che appare? Con risolutezza non immune dal dispotismo di famiglia, con mirabile senso pratico e irresistibile senso dell'umorismo, sir Tristram affronta cugini, contrabbandieri, giudici, assassini (e Sarah Thane) sorprendendo tutti senza mai lasciarsi sorprendere, vive travolgenti avventure alla ricerca di un antico talismano a cui è legata la sorte del cugino Ludovic, e stupisce infine se stesso allorché, rivelandosi degno di portare il romantico nome di Tristano, si sorprende a trovare non soltanto il talismano, ma (e chi, se non lui, ne avrebbe dubitato?) l'amore. |
An
Infamous Army (L'Incomparabile Barbara) (1937)Fra le molte conseguenze della battaglia di Waterloo, i libri di storia ne ignorano ostinatamente una. Questo, perché i libri di storia sono spesso pieni di lacune. Giacché nulla meno della battaglia di Waterloo può dipanare l'inestricabile intrigo che lega Charles Audley e Barbara Childe, il conte de Lavisse, George Alastair e Lucy Devenish (e soltanto un comprensibile riserbo ci induce a trascurare Peregrine Taverner e sua moglie Harriet, Judith Taverner e suo marito il conte di Worth, per tacere del duca di Wellington). Barbara Childe, l'incomparabile, irresistibile, perfida Bab, ha infranto più cuori e suscitato più scandali di quanti le sia possibile ricordare. Conquistarne il cuore appare un'impresa disperata poiché Barbara, notoriamente, non ha cuore. E Charles Audley, affascinante fratello del conte di Worth, dovrebbe forse seguire i suggerimenti di Judith che ha deciso di fare di lui il fortunato marito della signorina Devenish. Ma la giovane contessa di Worth, donna di grande bellezza e di molte virtù, non annovera tra queste l'intuito. E se Charles ne seguisse i sempre meno velati suggerimenti potrebbe trovarsi in grave imbarazzo. Oh, senza dubbio, Lucy è una fanciulla impeccabile per ricchezza e virtù (se non per nobiltà di natali), una fanciulla quieta e senza sorprese. Ma dire se l'opaca e virtuosa tranquillità di Lucy non celi sorprese è arduo, almeno quanto lo è dire se l'incomparabile Barbara sia davvero senza cuore. Nulla è quel che sembra, nella scintillante società londinese che nella primavera del 1815 si è data convegno a Bruxelles e ha fatto di quella città tradizionalmente silenziosa la capitale più gaia e frivola d'Europa. Nulla, a cominciare dalla stessa Bruxelles, è davvero quel che sembra, con l'eccezione del conte de Lavisse che è un gentiluomo di indubbio fascino e dubbia reputazione, e del duca di Wellington che - ci affrettiamo a placare le giuste ansie dei lettori - è davvero il duca di Wellington (quanto al giovane Lord Temperley, è Lord Temperley, ma è irrilevante ai fini della narrazione). Ed ecco che sullo sfavillante palcoscenico di Bruxelles, tra balli, feste a corte, cavalcate, parate militari e incantevoli sfoggi di tolette, Barbara e Charles, Lucy e George, Lavisse e Judith riprendono il gioco della realtà e dell'apparenza, reso tanto più mobile e affascinante dalla imprevedibile stravaganza di Barbara, dal virtuoso interessamento di molte virtuose gentildonne, dall'inquieta gaiezza di quella primavera del 1815, a Bruxelles, e dagli equivoci, teneri, beffardi o struggenti, che da sempre accompagnano la commedia dell'amore. Una commedia che si colora qui di tutte le più mutevoli tinte, che minaccia di volgere in tragedia, e che in verità soltanto la battaglia di Waterloo, con la complicità del tutto involontaria del duca di Wellington e di Napoleone, ignari di risolvere tali e tante pene e contrasti d'amore, e del tutto volontaria di Georgette Heyer, porta a compimento. |
| They Found Him Dead (1937) |
A
Blunt Instrument (Corpo Contundente) (1938)Bello, ricco, amato e stimato da tutti, Ernest Fletcher è stato ucciso nel suo studio. Al sergente Hemingway di Scotland Yard non mancano certo persone sospette da interrogare, ma chi aveva un movente per compiere il delitto non ne ha avuto l'opportunità, o viceversa. Eppure, tra coloro che adoravano il caro Ernie deve per forza esserci qualcuno che lo adorava un pò meno... |
| Royal
Escape (1938) No Wind of Blame (1939) |
The
Corinthian (Beau Wyndham / Un Dono dal Cielo) (1940)Se Pug, il cagnolino della signora Griffin, non fosse solito dormire su un cuscino nell'altro ed uggiolare sconvenientemente a chiunque tenti di uscire di casa, sir Richard Wyndham, affascinante ed irresistibile dandy di tale ineguagliabile eleganza da essere noto alla Buona Società come Beau Wyndham, non conoscerebbe altra avventura che il matrimonio con la gelida Melissa Brandon. Ma Pug è solito dormire su un cuscino nell'atrio, senza dire che il cugino Fred assomiglia ad un pesce e la zia Almera, non irragionevolmente, non ama allevarsi vipere in seno. Quale altra soluzione potrebbe dunque trovare Penelope Creed (che pure nulla ha della vipera), vittima di tali singolari circostanze, se non una acrobatica fuga dalla finestra? Fino a qual punto, tuttavia, Penelope Creed sia in grado di compiere acrobatiche fughe, soltanto sir Richard potrebbe dirlo. Sempre che sir Richard intenda dirlo. E nulla vi è di più dubbio: amabilmente indolente, soavemente disincantato, sovranamente estraneo a problemi che non siano guidare un phaeton a quattro o trascorrere una serata giocando d'azzardo, sir Richard si ritrova di colpo, e suo malgrado, al centro di una ridda di avvenimenti che, dalle fughe ai misteri più inestricabili agli inganni inesorabilmente riflessi e moltiplicati, sembra non escludere alcun evento possibile - o impossibile - nella umana vicenda. Abbiamo detto "suo malgrado"? E tuttavia, confutato con ansie, sentimenti, problemi che parevano essergli ignoti, sir Richard rivela le qualità di un autentico cavaliere errante senza nulla perdere dell'amabile ironia del dandy, e scopre due ineguagliabili doni che credeva gli fossero ormai negati: la gioia di vivere, e - per lui tanto più ineguagliabile - la gioia e l'ansia di amare.
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The
Spanish Bride (La sposa spagnola / La straniera) (1940)Penisola Iberica - Inghilterra, 1812 - 1815 La sanguinosa Guerra Peninsulare è al culmine quando il capobrigata Harry Smith, uno dei più abili e fortunati militari in carriera dell'esercito di Wellington, si innamora a prima vista di una quattordicenne spagnola. Non è una vera bellezza, Juana de Leòn, ma dai suoi liquidi occhi neri trapelano una forza di volontà e uno spirito indomito così simili ai suoi che Harry non può fare a meno di restarne conquistato, così come Juana non può rimanere indifferente al magnetismo che emana dal quel giovane soldato inglese. Nonostante le fosche previsioni dei suoi amici e compagni d'arme, che vedono in quel precipitoso matrimonio la rovina della sua carriera, Harry decide di sposarla seduta stante. Ma la dura realtà della guerra, fatta di marce forzate, battaglie, bivacchi sotto la pioggia, squallidi alloggi e soprattutto le lunghe lontananze, metterà a dura prova la resistenza della giovane sposa spagnola.
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Envious
Casca (Delitto Imperiale) (1941)
La
festa di Natale a Lexham Manor, austera dimora elisabettiana, viene funestata
dall'omicidio del proprietario Nathaniel Herriard. I familiari e gli altri
invitati che si trovano nella casa sono tutti sospettati. Ma l'assassino ha
commesso un passo falso che ben difficilmente può sfuggire ad un ispettore di
Scotland Yard... |
Faro's
Daughter (La Carta Vincente) (1941)Nella Londra del primo ottocento, dove fatui bellimbusti e affascinanti avventuriere si affrontano in una coloritissima fiera della vanità, dove intrighi si intrecciano e si snodano nei viali dei parchi affollati di carrozze o illuminati a giorno dai fuochi artificiali, dove tutto è permesso purché si rispettino le regole del gioco, che accade se il visconte di Mablethorpe, troppo giovane e troppo innamorato, decide di infrangere quelle regole e di sposare la "divina Deborah", la cui principale attività è quella di tener banco al faraone o ad altri giochi d'azzardo nella rispettabile casa della zia trasformata in assai poco rispettabile casa da gioco? Che accade se la casa da gioco è fallimentare, la zia cronicamente insolvente e il matrimonio appare il solo scudo protettore contro la prigione per debiti o le proposte strettamente disonorevoli di un aristocratico libertino? Se a impedire il matrimonio entra in gioco il cugino di Mablethorpe, l'uomo più ricco di Londra, Max Ravenscar, inguaribilmente scapolo e impenetrabile a ogni senso di cavalleria? Se dai viali silenziosi di un parco scaturisce all'improvviso una giovane ninfa, candida, adorabile e sventurata (Ravenscar la definirebbe semplicemente sciocca) la cui vicenda infiamma nel cuore del giovane visconte, penetrabilissimo a ogni senso di cavalleria, i più nobili sentimenti? Se la divina Deborah unisce a una misconosciuta quanto inattaccabile virtù un'indomabile fierezza, una personalissima visione della legalità, e un carattere di fuoco che trova il suo eguale soltanto nella durezza di Ravenscar? Che accade infine se a mescolare le carte di questa irresistibile partita d'azzardo, di questo gioco a incastro dove compare sempre un elemento di troppo (il fante, l'asso, il re?), è Georgette Heyer? Ebbene, i lettori potranno constatarlo, accade di tutto: agguati al crepuscolo, rapimenti, fughe, giochi d'azzardo a cui è legata la sorte di un uomo, incontri non regolamentari di pugilato, e un gioioso farsi e disfarsi di coppie che dimostra come la costanza dei giovani innamorati sia un sentimento tra i più incostanti e come non esista scapolo inguaribile che non trovi il suo "medico". Accade infine che tutti gli elementi di un autentico melodramma, mescolati con un'intelligenza ironica e un inesauribile gusto del narrare, si compongano in una commedia d'intrigo e di costume, in una girandola di personaggi e di imprevedibili colpi di scena che, ruotando at torno al duello tra i due vulcanici e impareggiabili protagonisti, conduce il lettore senza un solo attimo di stanchezza alla scoperta della carta vincente, in un finale in cui l'autrice si concede il piacere di capovolgere le carte in mano a Thackeray e di mostrarci una fiera della vanità dove a vincere non è il vizio con la maschera della virtù, ma la virtù mascherata (soltanto un poco) da vizio. |
| Penhallow (1942) |
Friday's
Child (Una Ragazza Perbene) (1944)"Sposerò la prima donna che incontro!" Respinto dalla ineffabile Isabella, tuttavia disperatamente ansioso di giungere in possesso della propria eredità, il giovane Lord Sheringham decide un matrimonio di convenienza. La prima donna che egli incontra è la semplice e adorabile Hero Wantage - una "ragazza perbene", appunto - che lo ha amato sin dall'infanzia. Quando giunge a Londra, Hero si scontra col Bel Mondo, di cui sino a quel momento conosce ben poco. La sua indole candida e leale rifiuta la fatuità, la corruzione e la superficialità di sentire della buona società, a cui è permesso ogni intrigo purché si svolga in un clima di discrezione e in obbedienza alle regole di una rigorosa etichetta. Ovviamente, l'impatto del suo temperamento con tale formalismo le procura una serie di guai e la sgradita critica di questo mondo di cartapesta. Tuttavia le persone che la frequentano più da vicino, quasi a loro insaputa, vengono irresistibilmente attratte e conquistate dal genuino candore, dalla freschezza di sentimenti, dall'entusiasmo di vivere e dall'adorabile leggerezza con cui questa creatura si muove tra le ipocrisie di un mondo fatuo ed egoista... Una commedia di notevole livello ambientata nel periodo della Reggenza. |
The
Reluctant Widow (Incontro a Sorpresa) (1946)Dalla diligenza, a Biltingshurst, in una sera d'autunno nell'Inghilterra primo ottocento, scende una giovane donna sobriamente vestita. Costretta, in seguito alla morte del padre, a guadagnarsi da vivere come governante, Elinor Rochdale si reca nella dimora della temibile signora Macclesfield. O così crede. Ma quando, al termine del viaggio, si trova a affrontare un elegante gentiluomo che le chiede di sposare il cugino Eustace e risolutamente nega di conoscere alcuna signora Macclesfield, Elinor Rochdale teme di essere giunta alla presenza di un pazzo. A torto. Tuttavia, per lei come per i lettori, le sorprese non sono finite. Grazie all'irresistibile logica e all'affascinante forza di persuasione di Lord Carlyon, il misterioso gentiluomo, alla disarmante sventatezza del giovane Nicholas Carlyon e alla languida eleganza di un ineguagliabile dandy, del cui innocente dandismo Elinor Rochdale e i lettori faranno bene a dubitare, la giovane donna non soltanto si sorprende a divenire sposa e vedova nel breve volgere di una notte, non soltanto non tarda a scoprire a qual punto la logica più serrata possa deliziosamente sfumare nell'assurdo, ma si trova al centro di una singolarissima vicenda di documenti segreti, agenti inglesi al servizio di Napoleone, false spie e autentici assassini. Perché mai Elinor Rochdale non si libera da tanti e tanto misteriosi intrighi abbandonando la dimora di Highnoons? È lecito, o affatto superfluo, chiederselo? Vi è davvero motivo di stupirsi se la giovane vedova sceglie piuttosto di rivolgersi all'irresistibile (quanto irresistibile!) logica e all'imperturbabile risolutezza di Lord Carlyon, per uscire dai pericoli che la circondano, e dalla sua improbabile vedovanza? |
The
Foundling (Belinda e il Duca) (1948)Il giorno in cui l'irascibile zio Lionel gli impone un matrimonio non desiderato e lo accusa quindi, come troppe altre volte, di mancare di carattere, Adolphus Gillespie Vernon Ware settimo duca di Sale, giunto alle soglie dei venticinque anni senza aver mai preso una decisione, decide di prenderne una e sceglie, molto semplicemente, di mutare identità. Non più Sua Grazia il duca di Sale, ma il signor Nessuno di Nonsisadove: oh, soltanto il tempo di un breve viaggio, una prevedibile avventura, un attimo di indipendenza che non avrà conseguenze. Ma sembra che la vita non conceda al settimo duca di prendere decisioni senza che il Fato intervenga a sconvolgerle. Dimesse le consuete spoglie dello zio Lionel, il Fato riveste quelle dell'incantevole Belinda e del suo falso tutore, poliedrico gentiluomo "di vasto ingegno e profonda sensibilità", come ama definirsi, ma umilmente rassegnato a intraprendere attività quali la truffa, il rapimento a scopo di ricatto e, per quanto assai a malin cuore, l'omicidio su commissione. Non basta. Il Fato ha altri mezzi per moltiplicare e aggrovigliare i piani del duca: le disavventure del giovanissimo Tom Mamble, i virtuosi disegni di un ineccepibile quacquero e quelli assai meno virtuosi di un eccepibilissimo bellimbusto, l'incrollabile convinzione di Belinda che ogni gentiluomo disposto a offrirle un abito di seta color porpora e un anello sia degno della più cieca fiducia. Ben altri che il timido, arrendevole duca di Sale si perderebbe in questa sarabanda. Ma il settimo duca, rapito, minacciato di morte, inseguito in una folle corsa attraverso la campagna inglese, lanciato a sua volta alla ricerca di una fantomatica Maggie Street e di un inafferrabile Jasper Mudgley, disperatamente ansioso di celare, quindi di provare la sua identità anagrafica, trova, in questo continuo gioco di false verità e vere finzioni, qualcosa di assai più prezioso. Trova finalmente se stesso e, attraverso se stesso, gli altri nella loro più autentica realtà: scopre così accanto a sé non una garbata e convenzionale bambola di cera, ma una donna capace di sentimenti profondi e, quel che più conta, una donna secondo il suo cuore. E Belinda? I lettori di Georgette Heyer sanno ormai troppo bene, perché sia necessario sottolinearlo, che al termine del gioco ogni pezzo si troverà, sulla scacchiera, nella posizione che più ha desiderato raggiungere. |
Arabella
(Il Gioco degli Equivoci) (1949)
Arabella Tallant, in viaggio dallo Yorkshire, ha la rara ventura di subire un incidente di carrozza, e la felice intuizione di volgerlo, con innocente inconsapevolezza, a suo vantaggio. Nel cercare rifugio per se e per l'anziana governante che la accompagna, le accade infatti di rivolgersi a Robert Beaumaris, uno degli uomini più ricchi e affascinanti di Londra. Potrebbe essere, il loro, l'incontro di Cenerentola con il Principe, se Arabella non fosse - per buona ventura sua e dei lettori - troppo fiera, troppo incantevole e troppo impulsiva per attendere mestamente accanto al fuoco; Robert Beaumaris troppo aristocraticamente annoiato e troppo esperto per mettersi alla ricerca della scarpetta; e il Bel Mondo dell'Inghilterra primo ottocento ricco di intrighi e pericoli che darebbero scacco alla stessa fata madrina. Ma non a Arabella Tallant. Che in un irresistibile gioco di equivoci, singolari coincidenze, inutili menzogne e inattesi colpi di scena, in un tempestoso e romantico duello, dà battaglia con inesauribile inventiva a un avversario in tutto degno di lei. Intrecciando felicemente, con la complicità di un fratello troppo incauto, di un giovane gentiluomo troppo cauto, di una madrina priva affatto di poteri magici, di una anziana e temibile gentildonna, per tacere di altri personaggi sui quali - i lettori non tarderanno a convenirne - è assai opportuno mantenere il silenzio, una delle vicende più deliziosamente romantiche e sorprendenti di Georgette Heyer. |
The
Grand Sophy (L'Inarrestabile Sophy) (1950)
Quando accoglie in casa la giovane e deliziosa nipote Sophy, Lady Ombersley è ben lontana dall'immaginare ciò che la fanciulla è in grado di scatenare. E neppure il figlio Charles, assai meno dolce e arrendevole di lei, ne ha una seppur vaga idea. Sophy è infatti a dir poco inarrestabile nel voler risolvere i problemi altrui e dipanare i grovigli sentimentali di chi le sta attorno; inoltre non dimentica i propri affari. Anche di cuore. Insomma, pare che nessuno sia in grado di fermarla, tranne, forse, proprio Charles. |
Duplicate
Death (1951)"Miss Heyer's characters and dialogue are an abiding delight to me... I have seldom met people to whom I have taken so violent a fancy from the word "Go"." (Dorothy L Sayers) Mrs. Haddington is found strangled in the exact same spot where one of her daughter's many suitors had also been strangled. Other Covers:
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The
Quiet Gentleman (Intrighi al Castello) (1951)
secolo Al Castello di Stanyon non tutti sono disposti ad accettare il settimo Conte di St. Erth come legittimo erede del titolo e dei beni di famiglia dopo la scomparsa del padre. Così il nobiluomo si trova a fronteggiare un'aggrovigliata situazione in cui, tra feste e partite di caccia, intrighi e maneggi, presunti fantasmi e veri assassini, rischia di mettere a repentaglio la propria vita e il proprio cuore. Già, perché a complicare la vicenda ci sono due giovani, affascinanti e irresistibili donne, ovviamente assai diverse tra loro: la saggia e flemmatica Drusilla e l'incantevole Marianne. Chi delle due conquisterà l'amore del conte? In un freddo pomeriggio di marzo del 1816, il settimo conte di St. Erth giunge al Castello di Stanyon per prendere possesso del titolo e dell'eredità che sono suoi dopo la morte del padre. Che sono suoi? Questo è quanto egli crede, sebbene il sesto conte nutrisse per lui scarsi sentimenti paterni. Ma non è quanto tutti credono. La saggia e imperturbabile Drusilla Morville è pronta a affermare che non dovrebbe esservi alcun conte (pur essendo non meno pronta a fare una singola eccezione); quanto al fratellastro di St. Erth, Martin, sembra non intenda in alcun modo accettare quel conte. Della matrigna, la temibile Lady St. Erth, preferiamo tacere, per non dire nulla di scortese nei confronti di una anziana signora. E tuttavia possibile tacere della incantevole Marianne Bolderwood e dell'affascinante Lord Ulverston, sebbene né l'uno né l'altra, assorti in ben altri sentimenti, intendano disputare i diritti del conte? Ma chi, in verità, desidera disputare tali diritti? Comprenderlo equivale a risolvere un irresistibile intrigo dove, tra balli, partite di caccia, falsi spettri e autentici assassini, la vita - e il cuore - del giovane conte corrono seri pericoli. Che la sua vita riesca a uscirne indenne, è senza dubbio arduo dubitarlo; quanto all'incolumità del suo cuore, in presenza di due giovani donne profondamente diverse e tuttavia egualmente irresistibili quali Marianne Bolderwood e Drusilla Morville, è forse prudente non avventurarsi in affrettate ipotesi. |
Cotillion
(Cotillon) (1953)Frederick Standen, futuro Lord Legerwood, giovane dandy di ineguagliabile eleganza e inalterata amabilità, non aveva mai affrontato draghi, né era probabile che mai gli accadesse di farlo. Molti, a cominciare dai draghi, non troverebbero in questo alcunché di disdicevole. Non così Kitty Charing; l'ingenua e tenace signorina Charing, allevata in campagna dal tutore Matthew Penicuik, era di parer contrario: per meritare l'amore di una giovane gentildonna, un giovane gentiluomo deve uccidere draghi, rapire in stravaganti circostanze la donna amata, guadare fiumi in tempesta... azioni tutte assai sconvenienti agli occhi del garbato signor Standen. Tuttavia, l'assenza in lui di ogni astio nel confronti dei draghi sarebbe rimasta senza conseguenze notevoli (giacché accadeva assai di rado che i draghi venissero accolti nel bel mondo ottocentesco) senza la bizzarria del vecchio gentiluomo. Ricco quanto avaro e irritante quanto irritabile, Matthew Penicuik decide che la giovane pupilla sposi uno dei suoi pronipoti, e gli porti in dote il danaro che in tal modo erediterà da lui, o non erediti nulla e venga abbandonata nella più completa indigenza. Ora, dei pronipoti del vecchio gentiluomo, Jack voleva il danaro ma non Kitty, Hugh avrebbe virtuosamente preso il danaro e Kitty, ma neppure lui uccideva draghi, e Frederick, o più semplicemente Freddy, non voleva né il danaro né Kitty. Kitty, quanto a lei, sapeva bene quel che voleva aveva letto troppi romanzi per non ricorrere a uno dei più collaudati stratagemmi romanzeschi. E fu così che l'inerme signor Standen, abituato a darsi pena soltanto per il taglio dei suoi abiti, si vide trascinato in un insolito cotillon in cui nulla appare difficile quanto comprendere quale sia la propria dama, preso in una girandola di eventi e romantici intrighi che metterebbero in imbarazzo i più implacabili uccisori di draghi. Ma Freddy, seppure nel difficile apprendistato a eroe romantico gli accada a volte di confondere dame, draghi e cavalieri, non tarderà ad apprendere (e l'irresistibile Kitty con lui) che vi sono molti modi di essere romantici, molti modi di uccidere draghi, e molti modi di essere draghi. Quando poi l'inesauribile imperturbabilità del signor Standen, gli occulti disegni del vecchio gentiluomo, l'ingenua ma incrollabile tenacia di Kitty (decisa a sposare soltanto l'uomo che ama ma assai meno pronta a comprendere quale sia l'uomo che ama) si rivelassero insufficienti, non interverrebbero forse, a disporre armoniosamente dame e cavalieri e a risolvere una delle vicende più inconsuete e scintillanti che Georgette Heyer abbia mai creato, le eterne eppure sempre imprevedibili sorprese dell'amore? |
Detection
Unlimited (Doppio Misto con la Morte) (1953)An upstart solicitor is killed and everyone -- who at one time or another wanted him out of the way -- feels panic stricken.
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The
Toll-gate (Il mistero di Kellands Manor) (1954)Inghilterra, 1815 Tornato in patria dopo la battaglia di Waterloo, John Staples, brillante capitano dei Dragoni, non riesce ad adattarsi alla vita civile. Così, con un colpo di testa che nessuno capisce e tutti disapprovano, decide di mettersi in viaggio per far visita a un amico. Ed ecco che, nel bel mezzo della campagna, arriva a un misterioso cancello pressoché abbandonato: è il casello di una strada a pedaggio, e il custode ha lasciato il suo giovane figlio, inadeguato al compito, a sorvegliare il passaggio. Per John sarebbe probabilmente stata una sosta inattesa, poco più di una seccatura, se il mattino seguente non fosse transitata di lì Nell Stornaway. Deciso a conoscere la donna che tanto l'ha colpito, il capitano decide dunque di stabilirsi nel casello. E durante la sua permanenza si imbatte in ogni genere di personaggi e situazioni paradossali, che lo porteranno a vedere il misterioso cancello in una luce del tutto nuova. |
Bath
Tangle (Gli Inganni del Cuore) (1955)Appassionata, tempestosa, generosa e irriflessiva come si conviene a una giovane donna dotata di una fiammeggiante chioma rossa, Lady Serena è profondamente ignara degli inganni del cuore e lietamente incapace di scorgerne la trama sottile nel rancore che crede di provare per il marchese di Rotherham e nell'amore che le ispira il maggiore Kirkby. Il marchese di Rotherham potrebbe forse disingannarla, ma è troppo imperioso e impulsivo per farlo. E il maggiore Kirkby è senza dubbio troppo accecato dall'amore (sebbene sia assai meno agevole dire dall'amore per chi) e troppo facile preda egli stesso degli inganni del cuore per esserle di aiuto. E potrebbero forse la timida ingenuità dell'incantevole Lady Spenborough, giovanissima matrigna di Fanny, gli implacabili intrighi di Lady Laleham, gli innocenti e storditi amori di Emily Laleham e Gerard Monksleigh, e il gaio dispotismo della signora Floore, per tacere del bizzarro testamento del defunto Lord Spenborough, dipanare una vicenda che si snoda in un susseguirsi sempre più fitto di inganni, equivoci e intrighi, falsi amori e autentici sgomenti, fughe felicemente fallite e promesse di matrimonio interrotte e riprese? La Buona Società di Bath, nell'Inghilterra della Reggenza, assisterebbe forse a un perenne respingersi e riprendersi di falsi e veri innamorati se la tenacia del marchese di Rotherham non sciogliesse infine, con non minor decisione di quella occorsa a Alessandro Magno per spezzare il nodo gordiano, questo singolare e irresistibile nodo di sentimenti.
Capelli rossi e temperamento focoso e passionale, Lady Serena è la classica giovane donna che si abbandona agli impulsi del cuore, e forse per questo è persuasa di provare rancore per il Marchese di Rotherham e di amare il maggiore Kirby. A chiarirle le idee potrebbero provvedere i due gentiluomini in questione, ma entrambi - per motivi diversi - non sembrano in grado di farlo. Così gli equivoci si sommano agli intrighi, alle promesse mancate e alle bugie, in un vortice di sentimenti cui la bella società di Bath assiste con malcelata curiosità. |
Spring
Muslin (L'Incantevole Amanda) (1956)Ricco, nobile, attraente, pur essendo uno dei più ambiti scapoli di Londra sir Gareth Ludlow non ha mai voluto sposarsi. Ora però le circostanze gli impongono di dare un erede alla famiglia, e così decide di chiedere in moglie una vecchia e affezionata amica, lady Hester Theale, convinto che una donna come lei, non più giovanissima e con un temperamento pacato e molto pratico, sarà in grado di apprezzare i vantaggi di un matrimonio basato sull'amicizia e sul mutuo rispetto. È diretto a Brancaster Park per chiedere la mano di lady Hester, quando si imbatte in un'incantevole e assai vivace fanciulla che si presenta come Amanda Smith. Sola e senza chaperon, la giovane è dotata di una fantasia a dir poco fervida, e le sue trovate ben presto coinvolgono il gentiluomo, lady Hester e diverse altre inconsapevoli vittime in una serie di burrascose avventure, con esiti a dir poco sorprendenti. |
April
Lady (Rosa d'Aprile) (1957)When Lord Cardross marries the young Lady Helen he also finds himself coping with her father's financial disasters and the pressing gambling debts of her scapegrace brother. Many escapades must be resolved before the much-tried Earl can smooth the course of true love in his own marriage
Other Covers:
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Sylvester
(Sylvester) (1957)L'affascinante e ricchissimo Sylvester ha deciso che è giunto per lui il momento di sposarsi, e per onorare le responsabilità che la sua posizione comporta ha stilato un elenco delle giovani dame che ritiene adatte a ricoprire la delicata posizione di duchessa di Salford. Sono tutte fanciulle bellissime, eleganti, raffinate, e senz'altro indicate a diventare mogli di un nobile influente come lui, ma quando chiede alla madre di scegliere tra le possibili candidate quella che preferisce, lei gli consiglia di prendere in considerazione la giovane Phoebe Marlow. Il suggerimento lascia a dir poco attonito il povero duca: la fanciulla infatti non è particolarmente graziosa, la sua eleganza lascia a desiderare, e come se non bastasse è abituata a dire sempre ciò che pensa, cosa molto pericolosa in qualunque ambiente sociale di qualsiasi epoca. Per giunta lo detesta di tutto cuore! Com'è possibile che due persone così diverse possano imparare ad amarsi? |
Venetia
(Venetia) (1958)In all her 25 years, lovely Venetia Lanyon has never been further than Harrogate - then she meets the infamous Lord Damerel.
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The
Unknown Ajax (Il cugino misterioso) (1959)Inghilterra, XIX secolo Gigantesco e all'apparenza di animo rozzo come l'omerico Aiace, Hugo Darracott, il misterioso cugino che del tutto inaspettatamente è stato nominato erede dei beni e del titolo della famiglia, non è esattamente il tipo d'uomo che la giovane Anthea può desiderare per marito: benché a suo modo attraente, manca di mezzi finanziari, di educazione, di intelligenza... O forse è tutta una commedia a beneficio dei familiari appena conosciuti e dei loro pregiudizi? L'unica a sospettare che lui abbia in realtà un animo delicato e un'intelligenza fervida sarà proprio la promessa sposa, malgrado l'avversione al progetto del nonno di farle sposare il cugino per tenere in famiglia i panni sporchi... Ma c'è un altro dei Darracott che ama gli scherzi: Richmond, il giovane fratello di Anthea, che per noia e ribellione metterà se stesso e la famiglia in guai molto grossi. Sarà Hugo a salvare la situazione dopo una lunghissima notte di eventi drammatici e grotteschi, e a guadagnarsi il rispetto e l'affetto dei parenti, nonché l'amore di Anthea. |
| Pistols for Two (1960) |
A
Civil Contract (Un Contratto Conveniente) (1961)Alla morte del vecchio Lord Lynton, ucciso in un incidente di caccia, il capitano Adam, figlio dello scomparso, diviene il nuovo Lord Lynton. L'erede, sapendo che la proprietà è gravata da ipoteche, affida al suo amministratore il compito di scoprire l'ammontare dei debiti. Purtroppo, i rovesci finanziari sofferti in Borsa dal vecchio Lord sono stati così rovinosi che ora il figlio non riesce a placare l'ansia dei creditori già da tempo allarmati. Che fare? L'erede si guarda intorno in cerca di una donna da sposare: è importante che sia ricca, anzi ricchissima, perché lui è si proprietario di molte terre di grande valore, ma si trova proprio sull'orlo della rovina. Non è facile amare una donna in modo duraturo, se non è bella, giovane, spiritosa. Il nuovo Lord Lynton è costretto a tentare con Jenny Chawleigh, una amabile fanciulla, spontanea, candida e leale; chissà, forse questa soluzione si rivelerà un "contratto conveniente". |
The
Nonesuch (Un Gentiluomo senza Pari) (1962)L'arrivo di sir Waldo Hawkridge a Broom Hall, la tenuta che ha ereditato di recente da un anziano parente, crea un certo scompiglio nella buona società di Oversett, un minuscolo paesino dello Yorkshire. Lungi dall'essere l'esibizionista scapestrato che tutti si aspettavano, Waldo si rivela infatti un autentico signore, giusto il tipo di marito che tutte le gentildonne dell'alta società vorrebbero per le proprie figlie. Chiamato l'Ineguagliabile per i suoi meriti sportivi nonché per l'immensa ricchezza di cui dispone, l'ambito scapolo sembra tuttavia deciso a non compiere il fatidico passo, ed è solo per impedire al cugino Julian di commettere un terribile errore che si finge interessato a Tiffany, una fanciulla avvenente ma troppo frivola e capricciosa. In realtà è Ancilla Trent, istitutrice e dama di compagnia presso gli Underhill, a suscitare il suo interesse, forse perché oltre a essere intelligente e spiritosa è anche l'unica donna che non gli dia la caccia! Lei però, pur apprezzando la sua compagnia, sostiene di non poterlo sposare. Perché? L'accuratezza della ricostruzione storica e l'acuto umorismo con cui sono tratteggiati situazioni e personaggi fanno di Un gentiluomo senza pari un romanzo indimenticabile, che si legge tutto d'un fiato. |
False
Colours (I gemelli) (1963)Londra, 1817 Tornato all'improvviso da Vienna, dove si trovava in missione diplomatica, l'Onorevole Christopher Fancot, detto Kit, scopre che la famiglia è sull'orlo del dissesto economico ed è chiamato giocoforza a occuparsene nonostante la sua scarsa dimestichezza con il mondo della finanza. Come se non bastasse, il suo gemello Evelyn sembra scomparso senza lasciare traccia e lui, suo malgrado, viene costretto dalla madre, con le complicità variamente declinate dei numerosi e ingombranti parenti, a una messinscena imbarazzante e del tutto estranea al suo carattere: fingersi Evelyn per recarsi in visita ufficiale dalla fidanzata del fratello, l'attraente ereditiera Cressida Stavely. Ma il piano ordito dalla madre, nel tentativo di salvare il salvabile, si tramuterà fatalmente in una farsa dai risvolti imprevedibili e finirà per spingere Kit e Cressy nelle braccia l'uno dell'altro. |
Frederica
(Frederica) (1965)Chi è Frederica? È questa la domanda che si pone il marchese di Alverstroke quando una signorina, attraente e padrona di sé, si rivolge lui perché l'aiuti a lanciare nella buona società di Londra la sua giovane e bellissima sorella Charis, e si prenda cura dei suoi fratelli ancora adolescenti. E perché Alverstoke dovrebbe acconsentire alla richiesta di una parente lontana e sconosciuta, come Frederica? Per far dispetto alle sue ambiziose sorelle? Perché conquistato dalla bellezza di Charis? O forse l'invulnerabile libertino di Londra ha trovato nell'affascinante, ostinata e affettuosa Frederica un'avversaria degna di lui? "Voi potete contare..." risponde Alverstoke a Frederica, "...sui miei servizi in qualsiasi momento." Mai, come in questo romanzo di Georgette Heyer, la società, l'atmosfera ed il particolare linguaggio dell'Inghilterra al tempo della Reggenza sono raffiguarati in maniera più deliziosa, nè con altrettanta conoscenza dell'epoca. |
The
Black Sheep (Pecora Nera) (1966)Ancora giovane, ma non più semplicemente "giovane", nubile e rassegnata a rimanere tale, intimamente ribelle alle convenzioni e ai luoghi comuni idolatrati da una famiglia opaca e rispettabile, Abigail Wendover ha l'insolita fortuna di dover affrontare, per salvare la giovanissima nipote Fanny da un matrimonio indesiderabile, una autentica "pecora nera". Autentica? Meglio non giungere troppo affrettatamente alle conclusioni. È davvero certo che la sola pecora nera sia Miles Calverleigh, esiliato in India dalla famiglia per i suoi eccessi giovanili? Che, tra Abigail e la sua impetuosa nipotina, sia quest'ultima la più giovane e sventata? Che ad avvicinare irresistibilmente la "saggia" Abigail alla pecora nera sia soltanto il suo profondo senso del dovere nei confronti della nipote? I lettori di Georgette Heyer sanno quale sapiente uso le sue eroine sappiano fare di un senso del dovere sagacemente inteso. Abigail Wendover non si rivela diversa dalle altre. E la buona società di Bath, al termine dell'avventura, vedrà capovolgersi sorprendentemente posizioni da lungo tempo stabilite; Abigail Wendover avrà perso alcune certezze, ma ne avrà acquistate altre assai più gradevoli; Fanny avrà imparato a non giungere troppo affrettatamente alle conclusioni; e Miles Calverleigh saprà, senza ombra di dubbio, che una "pecora nera" può felicemente rinunciare a essere tale. |
Cousin
Kate (La Cugina Kate) (1968)Se Kate Malvern fosse più sensibile agli oscuri presentimenti della sua nurse di un tempo, la temibile e generosa Sarah Nidd, e se questa fosse a sua volta più pronta a dar voce ai suoi presentimenti, l'imponente dimora di Staplewood e i suoi inquieti abitanti non vedrebbero mai giungere la cugina Kate. Ma Sarah Nidd è una signora troppo discreta, e Kate una giovane donna troppo gaia e concreta per prestare ascolto a inavvertibili segnali; accade così che inizi la sua avventura a Staplewood, la dimora dove la zia Minerva (in verità soltanto una dimenticata sorellastra del padre) l'accoglie "generosamente" e dove il cugino Torquil la stupisce, la affascina e la indispettisce per i suoi singolari atteggiamenti. Fino al giorno in cui a indispettirla e a incuriosirla in ben altro modo giunge Philip Broome, il nipote prediletto da sir Timothy e detestato dalla zia Minerva. E quanto ai mutevoli sentimenti di Torquil e agli improvvisi e turbati sgomenti di Kate, come definirli? Quel che è certo è che da quel giorno, tra la cugina Kate, l'enigmatica zia Minerva, l'inquietante cugino Torquil, e Philip Broome - per tacere del dottor Delabole e di tutti i membri della servitù - inizia una partita misteriosa, drammatica e romantica, una singolare vicenda che avvolge sempre più tenacemente Kate in una rete di sospetti, di smarrimenti e di paure che la giovane donna combatte con il coraggio, il buon senso e la tenerezza delle migliori eroine di Georgette Heyer. Una vicenda che sorprenderà molti lettori di quest'autrice rivelando, accanto alle consuete e amate caratteristiche della scrittrice inglese, una carica di romantica drammaticità in lei non consueta.
Accolta da zia Minerva nell'imponente dimora di Staplewood, la giovane ed entusiasta Kate Malvern non sospetta minimamente quanto la sua esistenza verrà sconvolta da questo cambiamento. Per ora è soltanto affascinata e, a tratti, irritata dall'inquietante cugino Torquil. Ma a incuriosirla in ben altro modo ci pensa Philip Broome, il nipote prediletto dello zio, che invece lady Minerva non sopporta proprio. Ce ne sarebbe già abbastanza per movimentare le giornate di Kate, e invece siamo solo all'inizio di una vicenda che a tratti assume perfino tinte drammatiche, facendo della deliziosa protagonista una delle eroine più tenere, coraggiose e intelligenti dell'irresistibile Georgette Heyer. |
Charity
Girl (La Ragazza Chiamata Carita') (1970)Due occhi stupiti in un viso di infantile innocenza, un candore a tutta prova, un ostinato bisogno di rendersi utile, la capacità di incontrare sempre, nei momenti critici della propria esistenza, un gentiluomo d'animo cavalleresco pronto a riscattarla dal pericolo: questa è Charity (la ragazza Carità), o Cherry Steane, eroina del più recente bestseller di Georgette Heyer. La giovanissima Cherry, orfana di madre e, forse, di padre, accolta da una zia, decide di fuggire, incapace di sopportare l'asprezza dell'arcigna signora. Inutile sottolineare quanto sarebbe triste il suo destino, se Cherry non incontrasse appunto, sulla via della fuga, un giovane, ricco, nobile salvatore: lord Desford, che nessuna avversità indurrà ad abbandonare il cavalleresco compito di aiutare e salvare da ogni pericolo l'adorabile orfanella. Chi ama le vicende ben congegnate, gli ambienti e i personaggi che fanno sognare, accoglierà come una graditissima sorpresa questo romanzo costruito secondo le migliori regole, questa vicenda romantica ravvivata da un dialogo che non ha mai un momento di stanchezza, ambientata in un'Inghilterra primo ottocento, elegante, raffinata e snob, dove le carrozze scoperte si delineano sullo sfondo di splendide distese erbose, dove i personaggi si muovono con eleganza, con noncuranza affascinante, questa storia d'amore dove gli intrighi sentimentali sono teneri, appassionati, a lieto fine. Chi cerca nella lettura un divertimento, un'autentica distrazione, un invito al sogno, un'evasione intelligente si unirà con entusiasmo alla schiera dei fan di Georgette Heyer. Ma il lettore attento, dopo essersi appassionato senza riserve alle schermaglie amorose di Cherry, lord Desford, Henrietta, non tarderà ad avvertire una punta di ironia, un gusto sottile di esasperare i personaggi tipici del romanzo ottocentesco, sottolineandone così con assoluta impassibilità, i lati grotteschi, una esattissima e incantevole ricostruzione d'ambiente, una perfezione di stile e di tecnica che sembra fondere il mirabile equilibrio di Jane Austen con la robustezza narrativa di Dickens; comprenderà così il "fenomeno Georgette Heyer", il motivo per cui questa scrittrice è da quaranta anni una delle più lette e amate del Regno Unito, seguita con la stessa passione da lettori di età e gusti diversissimi. Proiettati in un mondo che ignora il passare degli anni, il mutare dei secoli, e che viene tuttavia restituito e ricreato con freschezza tale da parere, agli occhi di chi legge, il mondo reale, i romanzi di Georgette Heyer hanno tutto il fascino delle cose passate senza la sia pur minima patina di vecchio, il fascino di un passato che diviene, per la magia di uno stile, un fresco e felice presente. |
Lady
of Quality (Una Stagione a Bath) (1972)Un calesse fermo per un improvviso incidente sulla strada di Bath: avvenimento non dei più gradevoli, ma non del tutto inconsueto. Non è tuttavia inconsueto che nel calesse si trovi una giovanissima ereditiera risoluta a fuggire da un matrimonio che non gradisce? e ancora più inconsueto che, a scortarla compitamente nella fuga, sia il giovane che le viene imposto come marito, quello stesso da cui lei fugge? Quanto di inconsueto, di gradevolmente assurdo vi sia nella vicenda non può sfuggire all'incantevole senso dell'umorismo di Annis Wychwood, bella, ricca, indipendente e pericolosamente nubile; ne può sfuggirle l'opprimente monotonia nella quale è vissuta sino ad allora Lucilla Carleton, la giovane fuggiasca. Che Annis sia pronta a prenderla sotto la sua protezione, a iniziarla alla vita di società grazie ai moderati piaceri di una stagione a Bath non stupisce quanti conoscono la gaia e spontanea generosità della signorina Wychwood. Quel che Annis non è tuttavia altrettanto pronta a affrontare è l'incontro con Oliver Carleton, zio di Lucilla, scortese, brusco, sincero, intollerabile - e irresistibile. È davvero necessario aggiungere che, a dispetto della sua e dell'altrui volontà, a dispetto dei maneggi del fratello Geoffrey e della gelosia di Lord Beckenham, Annis dovrà affrontare Oliver Carleton, e che sarà questo appunto a fare di quella particolare stagione a Bath un tempo per lei, e senza dubbio per i lettori, unico e indimenticabile? |
| My Lord John (1975) |